Un vero e proprio laboratorio della luce nel campo dei beni artistici e culturali. Obiettivo: studiare il sistema che è stato adottato per l’illuminazione di grandi mostre, quale ad esempio quella già dedicata a  Giovanni Bellini, Lorenzo Lotto e Tiziano alle Scuderie del Quirinale di Roma o quella relativa alla tela di Caravaggio nel Museo Civico di Cremona e sperimentato  Il metodo, scoperto e  messo a punto dagli architetti Francesco Iannone e Serena Tellini nel Museo e Tesoro del Duomo di Monza consiste in un nuovo modo  applicativo  che si propone di aprire nuove vie per l’illuminazione delle opere d’arte in contesto monumentale o museale e  parte dal presupposto di considerare l’illuminazione a LED integrata  e cooperante   con discipline  quali per esempio Neuroscienze (“neuroni a specchio”)  e Neuroestetica.

Museum Lighting Workshop – il 14 e 15 novembre – si inserisce nel programma educativo e formativo nel settore del Lighting Design che Reggiani sta promuovendo in Italia e all’estero per gli operatori del settore con proprie iniziative o attraverso la partnership e collaborazione con attori qualificati impegnati nella “cultura dell’illuminazione”.

In questo caso si può parlare di cultura in senso più ampio e di altissimo livello, vista la collocazione fisica del workshop,  la chiesa di San Maurizio (Monza), famosa anche perché legata alla vicenda di manzoniana memoria della Monaca di Monza, e dei promotori del workshop: la Fondazione Gaiani – che ha messo a disposizione il patrimonio artistico della Chiesa di San Maurizio per la parte pratica del workshop e il Museo e Tesoro del Duomo di Monza come contenitore/laboratorio permanente, senza omettere PLDC, comunità  mondiale  accentratrice delle  eccellenze scientifiche ed artistiche in campo di illuminazione e Lighting Design.

Cultura insieme a studio e tecnica, come anticipato, anche per i docenti: gli architetti Francesco Iannone e Serena Tellini, punto di riferimento per il mondo del Professional Lighting Design e inventori  del metodo di illuminazione a percezione tridimensionale chiamato oramai  in gergo , nel mondo del lighting  “ Metodo Monza “ .

Reggiani, da parte sua, contribuirà alla presentazione / prova del metodo mettendo a disposizione diverse tipologie di corpi illuminanti per offrire ai partecipanti la possibilità di interagire e “giocare” con luce, nel contesto artistico e culturale reale in un “work in progress” dimostrativo. Provando, osservando e valutando presupposti ed effetti di modalità illuminanti differenti a diverse temperature di colore, intensità, apertura dei fasci di luce. Saranno infatti forniti proiettori completi dei LED  più innovativi in diverse Temperature di Colore, con dimmer incorporato ed ottiche intercambiabili IOS (Interchangeable Optical System) per facilissima e istantanea componibilità  ai fini dell’ottenimento di un’ampia gamma di fasci luminosi anche con filtri selettivi. Quindi, ancora una volta, la luce sarà spiegata attraverso Reggiani e i risultati della sua ricerca.

Evento nell’evento la sera del 15 novembre. A conclusione dei lavori, i partecipanti al workshop saranno ospiti di Reggiani nella sede di Sovico per un momento conviviale e per conoscere da vicino prodotti e cuore di un’azienda che continua ad innovare.